Specialisti nella consulenza per la prevenzione della balbuzie, in età evolutiva, adolescienziale e adulta

 

Obiettivo autostima

Obiettivo autostima

La terapia cognitivo-comportamentale ha alla base la convinzione che la balbuzie sia un disturbo appreso e mantenuto secondo le regole del condizionamento classico di Pavlov.

Infatti, se di fronte alla disfluenza il genitore tende a punire il balbuziente o a corregerlo, esso inizierà a provare ansia che si trasferirà nell’atto  del parlare. La terapia cognitivo-comportamentale comprende più tecniche che hanno l’obiettivo di aiutare i pazienti a vincere l’ansia e affrontare le situazioni temute in modo più tranquillo. 

Possiamo  schematizzare  questo  trattamento in sei fasi: a) tecniche di respirazione: si insegna al balbuziente a respirare correttamente, in maniera lenta  e graduale, e a far uscire le parole in concomitanza alla espirazione. Generalmente chi balbetta respira velocemente e parla in movimento immissivo con l’aria residua; è per questo che si sente soffocare e le parole non vengono pronunciate in modo fluido. b) rilassamento: al balbuziente vengono insegnate  delle tecniche di rilassamento corporale. c) desensibilizzazione  sistematica: permette di affrontare le situazioni temute. Il paziente elencherà al terapeuta  tutte le sue paure partendo da quelle che gli creano più ansia; il terapeuta, par tendo  dalla situazione meno ansiogena farà sostituire al paziente l’ansia  con gli esercizi di rilassamento. d) terapia cognitiva: il balbuziente possiede una  serie di idee, convinzioni e modi di pensare distorti che contribuiscono a mantenere la sua balbuzie. È necessario che il terapeuta faccia capire al paziente che vale per quello  che realmente è e non per quello che riesce a dire,  che tutti possono cambiare e modificare i propri atteggiamenti. 

e) training assertivo: il balbuziente spesso si pone  davanti ai rapporti interpersonali in modo passivo oppure aggressivo. Se si presenta nella prima  maniera tenderà a non esprimere le proprie opinioni e i suoi bisogni per paura di ferire l’altro o risultare egoista; se apparirà aggressivo significherà  che tenderà ad esprimere i suoi bisogni e i suoi diritti in modo irruente e inappropriato, attaccando  e umiliando l’altro. Quest’ultimo atteggiamento può essere una reazione contro l’eccessiva compiacenza o un modo per sentirsi superiore al suo interlocutore nonostante il suo disturbo. Con il training assertivo si vuole insegnare al paziente ad esprimere le proprie opinioni in maniera chiara ed esplicita, ma senza ledere il proprio interlocutore. f) tecniche per migliorare l’autostima: l’autostima è tutto l’insieme delle opinioni e dei sentimenti che la persona ha verso se stessa; un balbuziente ha generalmente una bassissima autostima. 

Far crescere stima in se stesso è il prerequisito per sconfiggere il vittimismo e la paura di affrontare le situazioni che sembrerebbero impossibili. Per  aumentare l’autostima il terapeuta deve aiutare il paziente ad apprezzare se stesso e le proprie qualità; deve portarlo a volersi bene per come è, ad accettare le proprie emozioni e a gestirle. 

 

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