Specialisti nella consulenza per la prevenzione della balbuzie, in età evolutiva, adolescenziale e adulta

Marianna 16 anni dalla provincia di Salerno

Qualche giorno fa, mentre ero seduta in riva al mare, cercavo di ripercorrere tutti i momenti più belli di quest’esperienza unica. Volevo rinchiuderli in una foto ideale, imprigionarli in una frase, segregarli nel cuore. E così… ascoltavo il moto ininterrotto del mare, la melodia delle onde, il ritmo incessante e perfetto dell’ Adriatico. Le acque viaggiavano lungo i binari paralleli del movimento e del suono, così come il nostro linguaggio, anch’esso immerso in un tempo perfetto e circolare. Vedevo le onde infrangersi sugli scogli, battere forte e tornare ad affrontare il mare. Metafora della nostra condizione odierna: siamo pronti, pronti ad affrontare una nostra vita, a sbattere e a farci male, a cadere e a rialzarci, con la consapevolezza di potercela fare, sempre. Provo una strana sensazione mentre scrivo queste parole…perché rivedo noi, il gruppo Santilli di Giugno 2015, il primo giorno, mentre sedevamo l’uno accanto all’altro nella magica atmosfera della Sala Saturno: sconosciuti, ma già uniti, come se ci conoscessimo da sempre. Vi ricordo bene, ragazzi: ognuno nascondeva il suo mondo, in una intensa concatenazione di sguardi. Quegli occhi colavano qualcosa di complesso, chiedevano aiuto. C’era chi si sentiva fortemente insicuro, chi si sentiva intrappolato nel proprio contesto familiare e sociale. Chi voleva essere diverso. Chi voleva cambiare un aspetto della propria vita. E chi, soprattutto, non conosceva se stesso. E ditemi, come si fa a vivere fino in fondo se non si conosce se stessi? Come si fa a relazionarsi all’altro se non si trova la propria dimensione? Ma, allo stesso tempo, come si fa a percepire la propria interiorità se non si interagisce con l’altro? La relazione e la percezione di sé sono, quindi, strettamente collegate. Difatti è soltanto relazionando che abbiamo realmente conosciuto noi stessi: spaziando tra la sfera emotiva e il campo razionale, abbiamo gradualmente acquistato la consapevolezza di valere e, in virtù di ciò avremo anche il coraggio di cambiare, se necessario. Perché abbiamo imparato a non aver paura di parlare, a non aver paura di chiedere aiuto, a non aver paura di vivere pienamente. Forti dell’immenso coraggio che il gruppo ci ha dato, abbiamo percorso fianco a fianco il nostro cammino e siamo diventati amici di vita. Equilibrati nella complessità e liberi nelle azioni. Tra esercizi, abbracci, carezze e risate, ognuno ha lasciato un po’ di sé e ha preso un po’ di noi. E’ stato così anche per me. Ognuno di voi mi ha regalato qualcosa. Dai calorosi abbracci di Erica ai preziosi consigli di Giorgia e Alfonso alle passeggiate con Camilla. Ed ora, eccomi qui, sono pronta anch’io. Pronta a levare l’ancora, ad abbandonare i porti sicuri, a catturare e vento nelle vele, a esplorare, a sognare, a scoprire, a tendere alla felicità. Pronta ad affrontare il cammino della vita, lungo l’ipotetico tragitto di un’onda marina, custodendo gelosamente i miei ricordi, che neanche l’incalzante azione del tempo potrà cancellare. Pronta, infine, a ringraziare chi mi ha dato l’opportunità di vivere una delle esperienze più belle della mia vita. Infinitamente grazie, Marco. Grazie ai ragazzi,ai tutor e ai genitori, grazie a tutti! Giugno 2015